Il numero 2 della rivista Innovetion Valley Magazine, presentato a Giugno 2009 in occasione della Biennale d'Arte di Venezia, è dedicato al Fattore K, o il fattore Kapannone, il luogo produttivo per eccellenza, cha ha fatto il Made in Italy.
Per la rivista ho scritto una storia che vaga per la provincia di Treviso alla ricerca del fattore K, in compagnia di Marcel Kapucinski, missionario mormone.

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K è un aeroplano
“Di bibbie ne ho già abbastanza, ragazzo”.
“Non sono qui per venderle una Bibbia, signore”.
Alla vista del Fratello Kapucinsky la gente reagiva principalmente in tre modi. Uno, si faceva il segno della croce. Due, si stampava sulla faccia un sorriso forzato come dire: “Credimi, prima te ne vai meno sarà doloroso per entrambi”. Tre, scappava.
Il ragazzo aveva parlato in italiano con l’accento yankee di chi è cresciuto a cornflakes e crema di noccioline. Indossava la temutissima divisa dei mormoni missionari: pantaloni neri, camicia bianca a maniche corte, cravatta annodata in modo impeccabile, zainetto appesantito da chili di bibbie, libri di Mormon e manuali sul sesso di gruppo. La targa sul petto recitava “Marcel Kapucinski, Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni”. Una targa molto lunga. Era il tipo che non t’aspetteresti d’incontrare in un capannone nella zona industriale di Quinto di Treviso. Invece.
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